LIOD intimo sportivo 100% Made in Italy  

Nascita di Liod

Trovare le parole appropriate per dover parlare dell'Ing F. Scotti, non è facile, sopratutto per il fatto che lui stesso, come la maggior parte dei “geni”, di parole ne aveva poche, perchè la sua mente era un continuo elaborare per dimostrare con i fatti le sue idee.

Trieste apparecchiature eseguite dall'Ing. ScottiStabilimento Concorezzo, Lavori eseguiti dall'Ing. Scotti
Trieste
Le apparecchiature eletriche di questa gru nel
porto di Trieste sono state eseguite dall'Ing Scotti


Stabilimento di Concorezzo
Lavori eseguiti dall'Ing. Scotti





Il primo incontro è avvenuto negli uffici della Reziafil, società dove si produceva il filato di Polipropilene (PP), direi che è stato molto breve anche se avrei voluto una discussione più ampia, per la mia abitudine nel confrontarmi.
Solo alcuni giorni prima Maria ci aveva affidato il marchio LIOD e il mio colloquio con il padre era una rassicurazione che la società Lorain fosse in grado di portare avanti tale discorso, dal tessuto al capo finito, cosa per noi tutta nuova.
La sua risposta, tra una sigaretta e l'altra (era un accanito fumatore), è stata molto sintetica: SI!

E così è cominciata per noi l'avventura LIOD, che ora cercherò di raccontare dal suo esordio.

Nel 1987 l'Ing Fernando Scotti, con la continua sperimentazione e lo studio sulla fibra in Polipropilene era riuscito ad ottenere un ottimo filato pronto per essere commercializzato anche se con molte difficoltà.

Si sa che in quel periodo era maggiormente richiesta la lana, il cotone e il poliestere.
Nacque così l'esigenza di presentare alla clientela l'utilizzo di questa sua innovazione, realizzando dei capi di abbigliamento da sottoporre agli eventuali clienti per poi farli testare.

Il suo lavoro-studio all'interno dell'azienda “REZIAFIL” non permetteva spazio per allargare questo ramo.

Ecco che l'insistenza dell'Ing. Scotti verso la figlia Maria, per mettere in pratica ciò che era riuscito ad ottenere, “costrinse” la stessa ad abbandonare una probabile brillante carriera nell'ambiente dell'architettura urbanistica in campo universitario, per avventurarsi nel campo tessile.

Il Suo carattere vulcanico ed ottimistico, le permise di accogliere questo cambiamento con positività e subito si mise a capofitto per la creazione di qualche cosa di diverso, mai provato e futuristico.

La sua passione per i cani ed in special modo della razza nordica e primitiva dell'alaskan malamute funse da congiunzione.


Alaskan Malamute - M. Scotti
Libro scritto nel 1993 da Maria Scotti
sulla razza “Alaskan Malamute”
De Vecchi Editore

Nell'ambiente era ritenuta una delle più esperte di questa razza.








Entusiasta della qualità del manto che la natura aveva dato ai suoi cani, si mise alla ricerca per ottenere le stesse condizioni per gli umani che spesso li accompagnano in luoghi dove le temperature si abbassano ai limiti estremi.


Alaskan MalamuteAlaskan Malamute



La sua ricerca era di creare un abbigliamento che impedisse alla neve sciolta dalla temperatura corporea di raggiungere la pelle, al mantenimento del comfort termico, alla leggerezza nell'indossarlo e alla veloce asciugatura, come accade per il pelo dei cani.


Il Polipropilene rispecchiava queste qualità e la direzione evolutiva dell'azienda in cui era stata catapultata, con mansioni dirigenziali, le diedero la possibilità di realizzare quello che, nel frattempo, era diventato un sogno.

Seguirono anni di studio teorico e prove pratiche, a volte deludenti, a volte divertenti e spesso eccezionalmente positive.


Alla fine degli anni ottanta, Maria, poté iniziare la raccolta dei suoi frutti e del suo entusiasmante studio.

A questo punto bisognava ricercare un nome appropriato che riflettesse tutto questo.
Doveva essere un nome semplice, dolce, un marchio che rispecchiasse i suoi amati cani, ma che nello stesso tempo combattesse le insidie del freddo.


Ecco che la scelta del logo cadde su una fotografia di un Inuit in compagnia del capostipite della sua razza Alaskan malamute “Wooly bully”, riconosciuto 250 volte migliore della sua razza.

Per quanto riguarda il nome: quale era meglio di “Ghiaccio”?

Ma così era troppo “freddo”...allora optò per una traduzione più dolce, in russo: LIOD (лёд).


Etichette LIOD


Certa del suo lavoro nel 1989 lascia le mansioni direttive alla Reziafil e apre una sua “bottega”, dedicandosi completamente alla realizzazione dei capi in 100% Polipropilene, prima al mondo per questo tipo di lavorazione.



I pochi capi commercializzati portavano e portano ancora oggi, il nome dei cani razza Alaskan Malamute, come:

GRIPP, pantalone lungo e KEARSAGE, maglia manica lunga con zip, cani che hanno attraversato il polo sud con l'ammiraglio Byrd
CILA, maglia senza manica, il cane preferito di Maria
GHIBLI, giacca in pile, che in un primo tempo era chiamata WOOLY BULLY
ABASKA maglia manica corta


Ghibli e MariaAdmiral Byrd Memorial

Promuove il prodotto omaggiandolo ad esponenti di spedizioni alpinistiche ed addetti al settore sciistico in cambio di una relazione dettagliata.


Già allora il materiale era stato utilizzato con successo dalla
Delegazioni del C.N.S.A. (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino), da varie SCUOLE DI SCI e dalla SQUADRA NAZIONALE MASCHILE DI SCI DI FONDO (De Zolt, Albarello ecc...).

E' inoltre stato usato nella spedizione alpinistica “Lombardia '88 al Masherbrum far West, nel Karakorum, nella spedizione della primavera '89 all'Everest e al Dhaulagiri e nella Spedizione, sempre all'Everest, della primavera '91 (quest'ultima, come la precedente, era guidata dal capo-spedizione Oreste Forno ed ha avuto pieno successo).


Questo è quanto ha scritto dell'abbigliamento nella sua relazione sul sotto-tuta, Oreste Forno:

Anche se in un primo momento c'è dello scetticismo in un abbigliamento così leggero, una volta provato sul campo le risposte positive non si fanno attendere.


Indubbiamente il prodotto risulta valido!
Lo scopo era stato raggiunto e, come tutte le cose che faceva Maria, una volta raggiunto l'obiettivo lo cedeva con entusiasmo a chi riteneva lo potesse completare per lei, senza danneggiarne l'immagine.

Nel 1994, dopo varie insistenze da parte sua, Maria, ci consegna tutto il know how sia del filato, sia del tessuto e sia della modellistica, con lo stimolo di svilupparlo su tutto il territorio Italiano, avendo piena fiducia in un'azienda conosciuta per la sua serietà ed affermazione nel campo tessile.

E Maria? (Noi continuiamo a chiamarla amichevolmente Maria e non Dott.ssa Maria Scotti anche se ne aveva tutti i titoli. Il suo carattere schivo non ci ha mai permesso di usare il Dott. davanti al suo nome!)

Realizza il suo sogno: ora ha tempo per dedicarsi esclusivamente ai suoi amati cani!
E' stata, comunque, per noi una valida ed insostituibile collaboratrice fino all'anno 2009, quando ha raggiunto la compagnia dei suoi fedeli amici che l'hanno sempre accompagnata.


Maria Scotti, Taro e Buria
Maria con i suoi prediletti: Taro e Buria, in mezzo alla natura

Non è stato facile per Lorain partire da zero tenendo alto il nome LIOD, che proprio nell'anno 1993, con la chiusura di Reziafil, azienda produttrice del filato in PP diretta dall'Ing. Fernando Scotti, aveva trovato delle difficoltà nella ricerca di un filato che eguagliasse il livello di quello già creato.

Con puntiglio e con il fatto che non potevamo deludere una carissima amica, che aveva riposto in noi la sua totale fiducia, lentamente e a piccoli passi, sbagliando e senza abbatterci degli insuccessi, abbiamo migliorato il prodotto fino a far si che raggiungesse i livelli qualitativi dei giorni nostri.

E' stata proprio in questa occasione che Maria ha pronunciato, nei nostri riguardi, la frase “L'alunno ha superato il maestro”.

Immagine Prodotti Confezionati LIOD


Nell'anno 2009 abbiamo condiviso con Maria la consegna della maglietta del 20° LIOD (in occasione dei 20 anni del marchio), alla Sig.a Sofia Galbani in Scotti, la mamma, quale raggiungimento di un traguardo che ci ha fatto onore festeggiare.

Consegna maglia 20° LIODLogo 20 LIOD

Consegna della maglia del 20° alla Sig.a Sofia Galbani Scotti (1989-2009)


In questi anni la strada percorsa è sempre stata alla ricerca del meglio.

Nel nostro cammino, con il passare del tempo, sono nate anche altre aziende che hanno cercato di imitare il prodotto LIOD, ma la ricerca da noi fatta e sviluppata in 24 anni rimane difficile poterla copiare in pochi giorni!


Possiamo assicurarvi che LIOD, fino ad ora, è inimitabile per la scelta del filato e soprattutto per la lavorazione speciale, particolare ed esclusiva che effettuiamo sul tessuto.


Per quanto riguarda il futuro, ci aiuterete Voi nel raccontarlo, indossando un capo LIOD e scrivendo le Vostre sensazioni!


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